G.I.T.

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Il G.I.T (un'abbreviazione, uno dei tanti acronimi a me tanto cari) era già da tempo un'idea che balenava nelle teste e nelle parole di diversi elementi in forza attiva ad un gruppo softaristico del capoluogo.

Stanchi ed ormai assuefatti dai "diktat" interni, cisi ritrovò incredibilmente affamati da una nuova realtà il cui embrione doveva essere, senza alcun compromesso, costituito da sincerità, anche nei mestieri, seria gogliardia come iniziativa unicaallo pseudomilitarismo e con il solo "obbligo" di divertirsi rispetto all'essere presenti per forza....altrimenti niente torneo!

Non si voleva perdere l'opportunità di di continuare a praticare l'apprezzata attività ludica: nessuno di noi aveva intenzione di annullare, con un colpo dispugna il bagaglio di conoscenze personali acquisite nel tempo incontrando innumerevoli softgunner, venendo a contatto con altre realtà regionali e nazionali sotto forma di Associazioni Sportive, Club e di conseguenza dover rinunciare a tuffarsi nuovamente nel mondo del Soft-Air costringendo la propria replica a d adattarsi nelle mani di un'altro! Fu quindi necessario scegliere in totale autonomia, di venir via dal "vecchio gruppo" causa le enormi differrenze di vedute inerenti al gioco, che potevano portare a conseguenze verbali e a discussioni sterili quanto inutili e fortunatamente non volute nè dal loro saggio Presidente nè tanto meno da noi. A metà dicembre duemilacinque, in anticipo quindi sui regali di Natale e all'alba del nuovo anno, durante l'ultimo dei nostri incontri carbonari, un manipolo di nove elementi, raggiunse l'intento di presentarsi ai nastri di partenza nella gara per la nuova associazione, salutando di fatto un recente passato per un brillante futuro cementato da amicizia fuori dal gioco, intenti e impegno comune che diedero paternità al G.I.T.

Il percorso tutt'ora in atto, risultò non difficile dall'inizio. La cura maniacale della parte burocratico-amministrativa e lo sposare in pieno un'ente assicurativo, permise fin da subito lacontinuazione degli incontri in sicurezza, sia sui nostri campi che ospiti di altre squadre conosciute precedentemente e note per onestà e con tipologie di gioco accattivanti oltre alle più tradizionali. La votazione non segreta di un nuovo direttivo immune da atteggiamenti massonici e propositivo verso tutto il gruppo neo-costituito fù il passo complementare e da lì nacque anche l'idea di replicare, facendolo funzionare, un comitato giochi, supportato da un'archimede per le diavolerie innocue, attivo nelle proposte di scenari e aperto nell'ascoltare le tracce dei singoli soci. Dotarsi di un paio di ASG per consentire ai noefiti prove gratuite, mettere a disposizione un sito per farsi vedere e trovare divertimento più che impegno nella disponibilità di alcuni di noi di partecipare a fiere o eventi di ricostruzione storico-militare, sono già mattoncini ben integrati nel gruppo. La fortuna aiuta gli audaci, o meglio un po' di c....a volte non guasta; e così, andando a giocare sotto la neve ospiti degli"Squalos" di Bologna, scattò il giusto feeling provocato dall'analoga interpretazione del gioco unita ad uno spontaneo "trovarsi bene insieme", che portò ad una solida collaborazione organizzativa e di gioco. Le prime timide giocate esterne, un paio di partecipazioni assai volonterose a tornei mediamente impegnativi, la scelta libera di equipaggiamenti e dotazioni personali, sfociata poi nella volontà di tutti di adottare una mimetica di gruppo. Le gradevoli riunioni fissate per discutere chissà quali argomentazioni di club, con lo scopo ben preciso di saccheggiare frigo e cantina del socio ospite di turno (quasi sempre lo stesso).

 

 

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